Favola di natale

terrazza del caffè la sera - olio su tela - Vincent Van Gogh
Era la notte di Natale, nel silenzio solo una musica lontana scandiva il tempo e come ogni notte di Natale che si rispetti, stavano scendendo piccolissimi fiocchi di neve ad imbiancare pian piano tutt’intorno
Il piccolo presepe all’angolo del salotto stava aspettando l’arrivo del bimbo nella mangiatoia e l’Angelo con la tromba in mano sembrava impaziente di lanciare le sue note celestiali nell’etere per annunciare che ancora una volta nei secoli era nato il Redentore
Dietro la poltrona spuntava, appoggiato su una piccola scala coperta di carta colorata, l’abete ormai consumato dagli anni e dai tanti Natali passati
Certo Andrea avrebbe voluto comprarne uno nuovo ma con la pensione che si ritrovava era già molto riuscire a sostituire le decorazioni che man mano con gli anni e l’usura si erano rotte
Che belle le palline di vetro e quanto era simpatico quel babbo natale panciuto con il suo tunicone rosso anche se un po’ sbiadito
Come ogni anno, aveva l’abitudine proprio nella notte magica di fare il riassunto dell’anno appena trascorso, delle cose buone successe e di quelle che in qualche modo gli avevano procurato dolore, lasciava le persiane spalancate nonostante il freddo e guardando le luci intermittenti che illuminavano le finestre delle case intorno , si sedeva sulla vecchia poltrona a dondolo con carta e penna poi, diviso il foglio, metteva il buono ed il cattivo nero su bianco
Non era stato un buon anno questo, aveva perso la sua compagna di vita portata via, come del resto tante altre persone, da una malattia lunga e dolorosa e quando accadde il mondo gli crollò addosso; aveva sempre desiderato , se avesse potuto scegliere, andarsene prima lui o al massimo insieme e più di una volta negli ultimi tempi era tornato su quel pensiero
Non era da lui lasciarsi prendere dallo sconforto e dal pessimismo ma la mancanza di Alba diventava ogni giorno più difficile da sopportare con quella casa sempre più vuota che non sapeva più regalargli la voglia di vivere, quella stessa voglia che, nonostante l’età, tutti e due avevano sempre avuto anche quando la malattia di lei li aveva investiti come un fiume in piena
Alzò gli occhi guardando la pendola un po’ stonata che stava proprio davanti a lui e si rammaricò di non avere più ‘’quel fastidioso cucu’’ lasciato alcuni anni addietro a un rigattiere in cambio della pendola; che sciocco era stato ! ora avrebbe avuto un suono amico a tenergli compagnia .
La mezzanotte si stava avvicinando e sulla strada le voci della gente che dirette verso la Chiesa lo fecero sorridere e pensare ad alta voce…..ma tu guarda ! per certa gente Natale è come il giorno dei Morti, in chiesa e al cimitero solo per le feste comandate poi chi s’è visto s’è visto ! Faccio bene io che non vado e basta, tanto la mia Alba è qui con me e Lui mi ascolta lo stesso perché la mia casa sa che è anche la sua casa, che mondo è diventato !....
Pian piano i rumori della strada incominciavano ad affievolirsi ed il silenzio riprendeva possesso dell’inverno così mentre Andrea compilava il suo elenco d'un anno di vita, l’improvvisa frenata di una macchina ed il successivo cupo rumore lo fecero sobbalzare sulla sedia.
Il tempo di togliersi la coperta di dosso e balzare in piedi , sentì la macchina allontanarsi con una certa velocità
‘’ vuoi vedere che quel disgraziato ha investito qualcuno ed è scappato ! ‘’ pensò mentre si avvicinava alla finestra
La spalancò, si affacciò ma non vide altro che i segni delle ruote della macchina sulla neve fresca ma non convinto , visto il rumore sentito , si mise la coperta sulle spalle ed aprì la porta finestra del balcone.
Con la neve ormai fitta anche le strisce sulla neve stavano scomparendo ma proprio al termine dei segni vide una specie di fagotto accasciato al marciapiede .
Non riuscendo a capire cosa fosse si infilò la giacca a vento, mise il cappello di lana schiacciato sino alle orecchie e prese le chiavi di casa velocemente inflandosi quasi di corsa giù per le scale
Arrivato sulla strada, attento a non cadere , cercò di affrettare il passo guardandosi intorno per vedere se ancora qualche anima pia circolava ma la strada deserta faceva a gara con il silenzio più profondo.
Arrivato quasi in prossimità di ciò che vedeva accasciato dalla sua finestra si accorse che quella piccola cosa si stava muovendo ed accelerando il passo gli si fiondò vicino in un attimo
‘’ mio Dio ! ma come si può ! l’avranno buttato ? o l’avranno investito ‘’ e toltosi velocemente la giacca incurante della neve che ormai scendeva copiosa avvolse quel ‘’ coso ‘’ e stringendoselo al petto cercò di percorrere velocemente la strada verso casa
La mezzanotte era ormai scoccata e tutte le campane suonavano a festa , le luci intermittenti sembravano danzare al ritmo dolce della neve ed insieme inondavano la strada di luce mentre le voci ritornavano a farsi sentire….auguri ! buon Natale ! auguri !....
La luce della cucina di Andrea era accesa e davanti alla fetta di panettone appena tagliata stavano Andrea e sul tavolo, un cucciolo tutto bianco con una macchia nera a forma di stella proprio sulla fronte, non aveva nulla di rotto e lo dimostrava saltando tra le mani del vecchio in cerca di un pezzettino del prezioso cibo
Di la, nella sala in penombra l’Angelo con la tromba in mano sembrò sorridere e attese di veder spuntare Andrea con in braccio il cucciolo dalla porta per suonare la più dolce delle melodie
‘’ E adesso che ci faccio io con te eh? Sono vecchio non posso correre dietro ai cuccioli ‘’
Una leccata poderosa gli tirò fuori un sorriso dal cuore ed alzando lo sguardo verso la fotografia di Alba disse….’’ Come lo chiamiamo ? ‘’
Nel silenzio ormai ridisceso sulla via si sentì lontano una voce sussurrare..“…amoree ‘’
‘’ Va bene Alba, lo chiameremo Amore , Buon Natale Amore ! ‘’